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Parliamo di sostenibilità?

Una questione che fino a qualche anno fa non veniva quasi presa in considerazione, quella della sostenibilità rapportata al vestire, ma che ad oggi, nel 2020, secondo noi è doveroso affrontare. 

I processi produttivi, la qualità dei tessuti, l'utilizzo di 'fibre innovative', sono tutte cose di cui teniamo conto quando andiamo a fare un campionario o quando decidiamo se inserire o meno un certo brand nel nostro negozio. 

Non è un caso che abbiamo deciso di puntare su pochi marchi, ma che rappresentano al 100% questo nostro modo di pensare: attenzione sì all'attualità delle collezioni, ma anche a modi innovativi di produrre, che abbiano il minor impatto possibile sull'ambiente.

Ci piace leggere le etichette dei capi che vendiamo, e ci piace farle leggere ai nostri clienti, tanto che nella descrizione di ogni articolo che potete trovare sullo shop online, c'è una parte dedicata. Perché? Perché crediamo che sia giusto che il cliente sia consapevole dei tessuti che indossa, della storia che c'è dietro la produzione di ogni capo, e di questa nostra piccola 'battaglia di sostenibilità'. 

Vorrei però fare degli esempi pratici; parliamo di jeans? Sapete che per la produzione di un solo jeans occorrono una cosa come 70 litri di acqua? Per non parlare del consumo di energia o la dispersione di sostanze tossiche che vengono rilasciate proprio durante le fasi di lavorazione, come la tintura, il lavaggio e il risciacquo. Se ci aggiungiamo poi che il denim, il tessuto utilizzato proprio per i jeans, è un intreccio di tessuti in cui il componente principale è proprio il cotone, e che per la coltivazione del cotone si ha bisogno di una spropositata quantità di fertilizzanti, erbicidi, pesticidi e una grande quantità di acqua (circa 10mila litri di acqua per far crescere 1 kg di fibre di cotone)..beh è facile capire QUANTO ci costa davvero un jeans, in termini di impatto ambientale. 

 Di fronte a tutto ciò, cosa possiamo fare noi? Come consumatori, essere consapevoli e informati; come rivenditori noi di Antelope ci sentiamo in dovere di affrontare il problema selezionando appunto ditte che operino scelte etiche e di minor impatto possibile. Avete mai sentito parlare del cotone organico? E' un cotone coltivato con metodi e prodotti che hanno un basso impatto sull'ambiente, in cui non vi è l'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici e tossici, che persistono poi del resto sia nel cotone stesso che nell'ambiente. 

Tant'è che nelle etichette dei jeans leggerete: '100% organic cotton responsibly washed'; il che vuol dire che il cotone usato per produrre quel jeans è 100% cotone organico 'lavato responsabilmente', e cioè utilizzando meno acqua (circa 35 litri, contro gli oltre 70 usati normalmente), meno energia e meno agenti chimici tossici. 

Ma quello del jeans è solo un esempio; potrei stare ore a parlare di come le ditte stanno trovando soluzioni a basso impatto e di 'fibre innovative'; da poliestere e lana riciclati, all'ancor più nuova Viscosa EcoVero, un rayon eco-sostenibile prodotto a partire da cellulosa ricavata da legno, la cui produzione è certificata sostenibile. In questa collezione Primavera/Estate 2020 troverete molti capi in viscosa EcoVero, sopratutto da donna. 

 

Insomma, tutto questo per farvi entrare un po' di più nel nostro mondo, e farvi capire cosa ci spinge a fare certe scelte piuttosto che altre.

Noi stiamo cercando di fare la nostra piccola parte, perché ci sembra più giusto così, per come siamo fatti, e per garantire ai nostri clienti un'esperienza di shopping che solo da noi potranno trovare.  

 

 


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  • Michele il

    Semplicemente fantastici ….. bravi da morì


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